performance partecipative
Corse, sguardi, segni, intuizioni, curiosità, guizzi. Lo spazio pubblico risignificato oltre la sua funzione d'uso — non per progetto, ma per incontro. La performance come l'ordito di un telaio, una struttura minima sulla quale le relazioni e le cose si intrecciano secondo logiche che ci superano.
Al cubo
Un cubo è atterrato in città! Un congegno festoso, un attivatore di sguardi, movimenti e pennarelli.
Una struttura semipermeabile, una danzatrice, un disegnatore, il pubblico, libero di muoversi ovunque. Ci si disegna, ci si scopre attraverso le superfici: gesti, sorrisi, bambini e adulti che si prendono spazio.
100000 passages
Cartoncini sui petti, pastelli in mano: si attraversa lo spazio, segnandosi ed essendo segnati, muovendosi ed essendo mossi. Non sono i singoli a decidere. Accade da più direzioni. Una musica che trascina, una corrente di colori: pannelli che sfuggono, pastelli che rincorrono. Spazi che solleticano, corpi che si attraggono, traiettorie che si intrecciano. Girare, accelerare, deviare. Stop! Guardarsi attorno per ricominciare…
WAves
Uno spazio ampio e luminoso. Un musicista. Un enorme foglio. Qualcuno si abbandona su di esso. Rotoliamo, mossi dal vento: un movimento perpetuo, come onde del mare. Si uniscono al gioco bambini, adulti, chi passava, chi non pensava. Il colore dei pastelli si espande su tutto il foglio. Resta l’eco della musica, un vocio eccitato, corpi a proprio agio nello spazio.