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al Mart di Rovereto

Grazie al Dipartimento Educazione del Mart e allo Smart Lab quest’anno abbiamo condotto il nostro secondo seminario a Rovereto!
Con l’occasione abbiamo visitato la mostra su Robert Morris. Vogliamo condividere alcune immagini tratte da una sua installazione del 1971, Bodyspacemotionthings. Le parole del critico Reyner Banham ci danno un’idea dell’impatto che ebbe quell’esperienza “Alla fine dell’anteprima lo spazio era diventato un manicomio in cui tutte le regole del decoro erano state abbandonate ed esteti liberati saltavano, barcollavano, si tiravano l’un l’altro, si arrampicavano e gridavano tra perfetti sconosciuti." Dopo cinque giorni gran parte dell’installazione era stata distrutta, erano stati segnalati alcuni infortuni, e l'istituzione decise di sostituire lo show con una retrospettiva convenzionale. "Per fortuna, nessuno è stato ucciso", Banham continua, nel "disastro più clamorosamente di successo al quale abbia mai assistito", ma, ammette, "un sacco di gente ha avuto paura (compresi i galleristi).”
Passando per la libreria del museo ci siamo poi imbattuti nel fantastico Atlante di zoologia profetica dell’Atelier dell'Errore. Non si tratta di un libro di disegni. Ermanno Cavazzoni “C’è un gruppetto di ragazzini seguiti dalla neuropsichiatria infantile che hanno una piccola scuola dove disegnano, l’Atelier dell'Errore. Luca Santiago Mora è il loro maestro e li ha avviati a disegnare animali che non esistono. [...] I disegni non sono bambineschi,  cioè non ripetono gli stereotipi che insegnano a scuola o che insegnano mamme e papà: le casette a due finestre e una porticina, gli alberelli, la nuvoletta, il sole coi raggi; ne hanno la maniera stereotipata dei pittori naif, sgargianti,  buoni,  domenicali. Questi sono disegni cattivi, cioè incaricati di fare giustizia e vendetta, soprattutto con la sovrabbondanza di particolari insidiosi; nel particolare tirano fuori una perizia straordinaria e inaspettata, insieme a una stravaganza accanita, che nasce da una autentica e gradita pulsione vendicativa.” Eva Pattis “Sembra che la forza dei disegni prodotti nell'Atelier dell'Errore non si manifesti solo nei contenuti, ci colpisce infatti anche una loro forte fisicità, che sembra esserci giunta direttamente dai gesti di chi aveva disegnato e dipinto: mani che hanno posizionato puntini su puntini, un braccio che si è allargato seguendo il cammino ampio di una linea fino ad arrivare al bordo del foglio... e poi? Un altro foglio viene attaccato e incollato, la linea può dunque proseguire come se avesse una propria consapevolezza”
Vi ricorda qualcosa?

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